L’AME: una associazione di medici e operatori della sanità a disposizione di tutti
Non a tutti è noto che l’Italia, dopo la seconda guerra mondiale, ha dato un importante contributo alla Alià Bet. Questa organizzazione ha permesso a migliaia di ebrei provenienti da tutta Europa di giungere in Erez Israel, anche se determinante è stato il sostegno dato dagli enti sanitari e assistenziali ebraici come l’OSE e dalla Delasem. Fin dalla nascita dello Stato d’Israele, lo Stato Ebraico ha sempre avuto un ottimo rapporto con l’Italia, sia sul piano economico, che su quello sanitario e culturale.

Le azioni intraprese a livello di gruppi di lavoro e associazioni negli anni sono state numerose, anche se non hanno seguito un piano strategico ben definito, perché spesso sono state sospese per motivi politici (come ad esempio le intifade). Eventi politici internazionali, nonché il rapido susseguirsi di governi di opposte tendenze sia in Italia che in Israele, hanno reso più difficili e condizionate le relazioni tra stati e tra i vari ministeri della ricerca scientifica e dell’istruzione.
Nel lontano 1985, sotto l’egida di Marcello Cantoni, il nostro pediatra che ha assistito i bambini dal dopo guerra fino al 2000, ha organizzato il servizio medico nella nostra scuola ed è stato fondatore della scuola di Medicina Scolastica, è nata la Associazione Medici Ebrei Nord Italia. Successivamente ne è stata presidente Erica Leherer Grego, la cardiologa consigliera della Comunità. Obiettivo era formare una rete di medici ebrei che si conoscessero e potessero occuparsi dei nostri malati attraverso la stima e fiducia reciproca.
Nel 2004, quando era presidente Giorgio Mortara, la Associazione si è trasformata in Associazione Medica Ebraica per coinvolgere medici, operatori della sanità non- medici, ebrei e non-ebrei, interessati a tradizione, cultura e etica ebraica in campo sanitario. Sono confluite in essa le associazioni dei medici del Nord Italia, di Roma e del Gruppo Maimonide (Emilia-Romagna e Toscana).
AME dalla nascita è stata chapter di IMA (Israel Medical Association) e dal 2025 è membro della GJHA (Global Jewish Health Association)
Gli eventi AME sono rivolti a tutti. Non sono convegni di pratica medica! L’obiettivo è sempre diffondere informazioni e dibattiti tra un ampio pubblico.
Molti i successi ottenuti. Basti ricordare l’invito da parte di FNOMCeo (La federazione nazionale ordini medici chirurghi e odontoiatri) ad una giornata su “Etica e deontologia di inizio vita”, la continua collaborazione con l’Ordine dei Medici, ma anche le molte attività svolte nell’ambito delle Comunità come, ad esempio, “Test e consigli per la prevenzione delle malattie cardio-vascolari” offerti gratuitamente al pubblico e “Sport per tutti, per una migliore qualità della vita” o incontri su Adolescenza, Vecchiaia etc. Le conferenze di etica medica hanno riscosso sempre molto interesse. Infatti la etica medica ebraica è considerata e apprezzata anche tra i non-ebrei.
Grazie ai contatti di AME con istituzioni mediche, universitarie e religiose che operano nella sanità, facciamo parte di vari progetti quali:
Nel 2015, per iniziativa di Mons Fumagalli e del nostro Giorgio Mortara è nato il gruppo di “Insieme per prenderci cura” insieme al Coreis e a istituzioni di varie religioni, con l’obiettivo di sensibilizzare dirigenti e personale sanitario sia alle richieste pratiche dei pazienti (kasherut, preghiera, trattamento del cadavere etc) sia all’approccio religioso ad alcune problematiche quali malattia, vita, morte etc. In questo ambito abbiamo organizzato incontri e pubblicato libri (da aggiungere in bibliografia).
AME si è attivata per la creazione delle “Stanza del silenzio” in varie strutture sanitarie pubbliche, e intende proseguire anche in strutture private. Si tratta di una stanza senza simboli religiosi, aperta a tutte le religioni dove singoli (pazienti o personale sanitario) o gruppi di fedeli possano raccogliersi secondo il proprio rito.
Il nostro libro “La dieta kasher” ha riscosso successo ed è stato presentato anche all’Expo di Milano (2015). Non è un libro di ricette, ma un testo per capire e valutare vari aspetti delle normative religiose anche alla luce delle conoscenze attuali e della legislazione europea.
Molto interessante e molto apprezzata da docenti e da studenti è la mostra “Medicina e shoa”: una mostra accompagnata da una serie di incontri esplicativi e storici che si è ripetuta per vari anni, in collaborazione con UCEI e Università “Sapienza” in diverse università.
Nel 2016, Studiosi e storici di tutta Italia hanno partecipato al convegno a Trieste su “L’apporto degli ebrei alla assistenza sanitaria sul fronte della grande guerra”. I testi, gli elenchi dei partecipanti alla grande guerra con relative documentazioni ottenute dagli archivi di ospedali, esercito, Croce Rossa Italiana e case private sono pronti per la pubblicazione. È un patrimonio di dati che non vogliamo vada perso né disperso. è consultabile da tutti e continuamente aggiornato. Chiediamo a coloro che avessero dei documenti, di contattarci.
Poi il progetto “la salute psicomotoria” (Università di Beersheva, Hadassa, regione Lombardia, Villa Santa Maria di Tavernerio (un ente, Polo Territoriale di Neuropsichiatria Infantile) e AME) che ha come scopo la sensibilizzazione delle educatrici e la diagnosi precoce dei disturbi del neurosviluppo con particolare focus sull’individuazione e la cura di bambini affetti da autismo o disabilità dovute a lesioni cerebrali. Tale collaborazione, iniziata concretamente nel 2011, è ancora attiva e proficua e si sviluppa con il contributo dell’8×1000 di UCEI.
Il progetto “GeneticaMente” ha visto oltre ad una serie di incontri informativi e la pubblicazione di un testo, la creazione di una rete di genetisti disponibili per rispondere a persone o coppie che abbiano qualche dubbio sulla possibilità di trasmissione di malattie genetiche ai loro figli.
Attualmente un problema che ci sta a cuore è garantire una Milah sicura ai nostri neonati. A Roma è stato fatto un accordo per eseguire milot in ospedale per bambini sopra gli 8 anni. Ci stiamo attivando con l’ARI per ottenere che i mohalim che operano in Italia siano certificati secondo la normativa europea.
L’AME intende incrementare gli scambi istituzionali e scientifici con Israele e con l’IMA, le attività di formazione e informazione rivolta a un pubblico non-medico delle nostre comunità e quelle sul territorio insieme a istituzioni pubbliche e private.
Vorrei sottolineare come anche queste attività abbiano un ruolo importante per combattere il BDS. facciamoci conoscere! Facciamo sapere cosa possiamo fare e facciamo non solo per noi ma per tutti. Facciamo sapere quanto Israele è civile, avanzato e quanto ha dato e vuole dare a tutti!
La collaborazione istituzionali Italia-Israele nel settore socio-sanitario
In campo sanitario, a partire dagli anni ’80, le relazioni tra i due Paesi sono state reciprocamente proficue.
Nel 1985 le crescenti difficoltà economiche e la massiccia immigrazione in Israele hanno spinto il governo a studiare una riforma del servizio sanitario a cui hanno collaborato molti medici che avevano condotto i loro studi in Italia. Poiché le stesse emergenze si sono presentate pochi anni più tardi in Europa e soprattutto in Italia, si è sviluppato un crescente interesse per le esperienze israeliane che ha portato ad un intensificarsi dei rapporti tra i ministeri, le università e non ultime con le industrie israeliane.
L’apporto del Dr E. Mairov è stato determinante nella collaborazione in campo sanitario tra Italia e Israele che ottenne il convinto appoggio dell’establishment sanitario israeliano. Nel 1992 un gemellaggio tra ospedale Tel Hashomer ed ospedale San Carlo Borromeo di Milano; poi una serie di conferenze mirate a far conoscere in Italia la riforma del servizio sanitario israeliano nelle quali veniva messo a disposizione il Know how israeliano nella telemedicina, nello sviluppo del call center per l’attivazione dei servizi emergenza urgenza (118) e nei programmi di assistenza agli anziani con la creazione delle unità di valutazione geriatrica. Inoltre abbiamo organizzato corsi per emergenza-urgenza con la partecipazione di docenti israeliani e stage di medici e infermieri in Israele.
Negli anni successivi (2001-2007) i corsi per emergenza-urgenza per medici ed infermieri vennero estesi ad altre regioni italiane (Veneto, Emilia-Romagna, Lazio) e gli ospedali italiani di Haifa e Nazareth (appartenenti ad istituzioni religiose italiane) vennero inseriti nel sistema sanitario israeliano; da ultimo, lo sviluppo di una collaborazione triangolare tra Italia, Israele e Autorità palestinese per l’assistenza a pazienti, soprattutto bambini, dei territori che vengono curati in Italia.
Negli ultimi anni, data la situazione politica in Israele e in Palestina, le collaborazioni a livello istituzionale sono andate scemando. Molto vivaci sono gli scambi culturali e scientifici soprattutto nella ricerca medica e tecnologica. Voglio menzionare…
Cooperazione internazionale e iniziative a favore delle pace in Medio Oriente
Per terminare ricordiamo gli incontri tra israeliani e palestinesi sotto l’egida di organizzazioni sanitarie italiane:
1994: incontro a Milano tra Fathi Arafat, rappresentante della sanità palestinese, con medici israeliani all’ospedale San Carlo Borromeo di Milano.
1997: incontro con S. Peres per studiare il contributo dei medici allo sviluppo del processo di pace in Medio Oriente.
2001: accordo tra il Rambam Medical Center di Haifa e l’ospedale di Pesaro per la cura dei bambini palestinesi talassemici mediante trapianto di midollo osseo (operati in Italia e seguiti poi da medici del Rambam).
2003 -2005: Il Centro Peres per la pace lancia il progetto Saving Children che, nell’impossibilità di ricoverare i palestinesi in Israele a causa dell’intifada, crea una collaborazione per curare questi bimbi in Italia: i talassemici all’IME di Roma, i cardiopatici all’ospedale di Mirano (Venezia).
2005: Venezia conferenza internazionale “l’Italia una terra di pace“ con la partecipazione di rappresentanti del Patriarcato di Venezia, dell’Ambasciata di Israele in Italia, dell’Autorità Nazionale Palestinese in Italia, dei Ministeri della Sanità di Italia e Israele, del Ministero italiano dell’Economia e dei Direttori Generali degli Ospedali di Haifa e di Jenin. E’ questo il metodo scelto per l’incontro tra israeliani e palestinesi che avviene non senza contrasti, ma certamente, getta le basi per una conoscenza reciproca.
2016: “Primo Corso Internazionale Israele-Italia sulla Medicina Preospedaliera d’Urgenza e Mass Casualty”.
2017: Conferenza internazionale dal titolo “La collaborazione politica tra i sistemi sociosanitari dell’area del Mediterraneo e del Medio Oriente” sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica italiana con la partecipazione dei ministri della sanità di Israele On. Yaacov Ben Yizri e dell’autorità palestinese, dr. Fathi Abu Moghli.
Rapporti istituzionali a cui AME ha collaborato:
Tutte queste attività sono state intramezzate da incontri ufficiali e la stipula di accordi i principali dei quali sono riportati:
1997: visita ufficiale del ministro della sanità israeliana Dr. Mazza.
1999: visita ufficiale del ministro della sanità israeliana Dr. Ben Isri.
2002: sigla di un accordo di collaborazione nell’ambito della sanità a Roma da parte dei Ministri della Sanità israeliana Dr. Dahan e italiana Dr. G. Sirchia.
2003: Visita del ministro della sanità Dr. G. Sirchia in Israele.
2005/2010: Incontri periodici a livello ministeriale; sigla di accordi di cooperazione tra alcune regioni italiane (Lombardia; Veneto, Lazio) ed il ministero della sanità israeliano.
2011: visita del Presidente della Repubblica italiana in Israele.
2011: Prima Settimana Italia – Israele dal titolo “Unexpected Israel” svolta a Milano nel mese di giugno con la stipula di accordi intergovernativi tra Italia e Israele, in ambito sanitario, industriale, tecnologico.
I nostri progetti

Con il sostegno dell’8×1000 dell’UCEI
Nanà Help line per donne
Attivi Numero Verde
800201645
e email
chiamana@gmail.com







