“Potrò avere figli?” la prevenzione della infertilità in età giovanile
L’argomento è importante soprattutto nelle nostre famiglie nelle quali ancora si desidera avere figli e i nostri figli desiderano avere figli a loro volta. Oggigiorno, quando l’età del matrimonio è sempre più ritardata, scoprire, a matrimonio avvenuto, un qualche impedimento e quindi ritardare ulteriormente la procreazione potrebbe creare seri problemi; infatti considerato che la fertilità della donna dopo i 35 anni diminuisce drasticamente, potrebbe portare alla impossibilità di avere figli.
Inoltre, anche nel rapporto, la coppia potrebbe risentirne e andare incontro a pesanti screzi. La impossibilità di avere figli rappresenta per la coppia una minaccia per l’autostima, non solo per l’uomo ma anche per la donna, e la ricerca esasperata di una gravidanza rischia di trasformarsi in un meccanismo a tempo, con rapporti esclusivi e mirati nel giorno e nell’ora dell’ovulazione, o nella medicalizzazione, con l’affidamento esclusivo alle tecniche di riproduzione assistita.
Nella società occidentale, l’infertilità di coppia rappresenta un importante problema sociale e sanitario che coinvolge il 15-20% delle coppie in età fertile. Studi epidemiologici hanno messo in evidenza che in circa il 30% dei casi l’infertilità è da attribuire all’uomo e un altro 20% a fattori ascrivibili ad entrambi i partner; il maschio si trova così coinvolto nel 50% dei casi di infertilità. Le stesse percentuali per la donna.
Abbiamo quindi organizzato due incontri: il primo a Milano uno con i genitori dei nostri ragazzi e uno con i ragazzi degli ultimi due anni dei licei. Erano presenti le IV e V superiori della Scuola della Comunità ebraica di Milano e della Scuola del Merkos.
Divisi in due gruppi, le femmine con la ginecologa e i maschi con l’andrologo, accompagnati da un medico di base, i tre specialisti hanno affrontato il problema con i ragazzi presentando i vari impedimenti alla procreazione e poi rispondendo alle domande dei giovani (domande scritte e proposte in anonimo) che sono state veramente molte, dimostrando non solo le loro lacune in tale settore, ma anche un grande bisogno di parlare in modo riservato con delle persone competenti. Quindi i nostri medici hanno invitato i ragazzi a sottoporsi a una visita specialistica, anche in
assenza di problemi, anche solo per avere informazioni serie, scientifiche e affidabili.
I vari medici (il Dr. Giuseppe La Pera andrologo di Roma, il Dr. Gaeta dell’Ospedale Militare di Milano, la Dr.ssa Stefania Piloni ginecologa all’Ospedale San Raffaele a presso il centro Ginecea di Milano e la Dr. Laila Cortese che è medico di base a Milano) si sono detti disponibili ad eventuali incontri con genitori o ragazzi che volessero contattarli singolarmente. Un libro esplicativo e di facile approccio è stato distribuito a tutti i ragazzi che lo hanno voluto.
A Roma l’incontro è stato tenuto presso il Centro Pitigliani il 09.06.2022; sono intervenuti Rav Dr. Gianfranco Di Segni, il Prof Vito Briganti chirurgo pediatra presso l’Ospedale S. Camillo Forlanini, il Prof Giuseppe Badia dell’Ospedale S.Camillo Forlanini, vicepresidente AME, e Prof Fabio Gaj, Presidente AME sez. Roma. L’evento ha visto la partecipazione di una cinquantina di persone sia genitori che medici di base di Roma, interessati all’argomento.
Ci sembra che i nostri obiettivi (- Evidenziare un problema che, quando si pone, è importante per ciascuno di noi e per le coppie; – informare le coppie con difficoltà sessuali o problemi di fertilità che questi problemi possono essere affrontati e spesso risolti; – rendere consapevoli i nostri giovani del fatto che, anche se non tutti possono avere figli, le problematiche di molti casi possono essere risolte; – segnalare l’importanza di una visita specialistica anche solo per avere informazioni o chiarimenti) siano stati raggiunti.

