
Fino ad oggi, la scienza disponeva di campioni piccoli e risultati spesso contrastanti.
Un nuovo, monumentale studio condotto dall’Università Ben-Gurion del Negev e dal Ministero della Salute israeliano, pubblicato su JAMA Network Open, ha analizzato i dati di 1.198.818 neonati monitorati dalla nascita fino ai 2 anni e mezzo.
Ecco i dettagli tecnici emersi dalla ricerca più vasta mai realizzata sul tema:
1. Crescita e Sviluppo: Nessuna Differenza Significativa
I ricercatori hanno confrontato bambini di famiglie onnivore (98,5%), vegetariane (1,2%) e
vegane (0,3%). I risultati parlano chiaro:
Altezza e Circonferenza Cranica: Non sono state riscontrate differenze clinicamente rilevanti
tra i tre gruppi.
Sviluppo Fisico: Le traiettorie di crescita seguono lo stesso ritmo dei coetanei onnivori.
2. Il “Gap” del Peso alla Nascita e il Recupero
Lo studio ha evidenziato una piccola discrepanza iniziale:
I neonati da madri vegane hanno una probabilità leggermente superiore di nascere sottopeso (6,1% rispetto al 4,6% degli onnivori).
La notizia cruciale: Questo divario scompare totalmente entro i 24 mesi. A due anni, il tasso di bambini sottopeso si attesta intorno all’1% in tutti i gruppi, indipendentemente dalla dieta.
3. Perché quella differenza iniziale?
Secondo il Prof. Dany Shahar, la differenza nel peso alla nascita potrebbe essere correlata a un indice di massa corporea (IMC) più basso nelle madri vegane e vegetariane durante la gravidanza, un fattore che merita ulteriori studi ma che non sembra influenzare la salute a lungo termine del bambino.
4. Le Condizioni per la Sicurezza
La ricerca “sfata i miti”, ma pone dei paletti invalicabili per i genitori:
Integrazione di Vitamina B12: È definita “essenziale” per evitare danni neurologici permanenti, poiché non è presente nei cibi vegetali.
Supervisione Professionale: Lo studio specifica che i risultati positivi si ottengono in un “ambiente favorevole”, con accesso a cibi fortificati e consulenza dietetica. Il “fai-da-te” è sconsigliato.
Monitoraggio costante: I controlli periodici (come quelli delle cliniche Tipat Halav in Israele) restano fondamentali per individuare precocemente eventuali carenze.
In conclusione
In un contesto di dieta ben pianificata e supervisionata, lo stile di vita vegano non compromette lo sviluppo fisico di base nella prima infanzia. Una rassicurazione importante per le famiglie e una guida basata sull’evidenza per i medici.
Da Ynet Global, 21 febbraio 2026

