
Una nuova ricerca dell’Università di Parma pubblicata su Current Biology ha scoperto qualcosa di sorprendente: quando una mamma sbadiglia, anche il feto tende a farlo. Sì, avete letto bene — il contagio dello sbadiglio inizia prima ancora della nascita
Gli scienziati sapevano già che i feti sbadigliano già dall’11ª settimana di gravidanza, ma si pensava che fosse solo un riflesso fisiologico legato allo sviluppo del cervello e del sistema nervoso. Ora invece emerge che potrebbe esistere anche una forma di “sincronizzazione sociale” tra madre e bambino ancora nel grembo.
Lo studio ha osservato 28 donne incinte alla 32ª settimana, registrando i movimenti facciali delle mamme e dei feti tramite video ed ecografie 3D. Il risultato? Gli sbadigli materni e fetali risultavano sincronizzati nel tempo.
Ma perché sbadigliamo? Lo sbadiglio è uno dei comportamenti più antichi dell’evoluzione. Lo fanno esseri umani, gatti, cani, uccelli, serpenti, coccodrilli e persino alcuni pesci. Secondo diverse teorie, serve a:
– raffreddare il cervello
– aumentare l’attenzione
– regolare l’attività neuronale
– rafforzare la coesione sociale nei gruppi
Negli adulti, infatti, lo sbadiglio contagioso è collegato all’empatia e alla connessione sociale. Ed è proprio questo l’aspetto incredibile della scoperta: forse il legame emotivo madre-figlio inizia molto prima di quanto immaginiamo.
I ricercatori hanno anche osservato che i feti sbadigliano in media circa 2 volte all’ora nel secondo e terzo trimestre. Alcuni studi suggeriscono persino che la frequenza degli sbadigli potrebbe essere collegata ai livelli di stress fetale o al peso alla nascita.
Insomma, quello che sembra un gesto banale potrebbe raccontare molto di più sullo sviluppo umano, sull’evoluzione e sulla connessione tra madre e bambino.
La scienza continua a ricordarci una cosa affascinante: la vita comunica ancora prima di nascere.
Da Haaretz, 5 maggio 2026

